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guitarist - 7.4m posts

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  • Lei è la mia Gibson SG standard.
    Quante ferite le ho procurato nel tempo.
    Procurato.
    Manco me l’avesse chiesto lei di portare addosso tutti questi segni visibili causati dalla mia maldestra noncuranza.
    Tuttavia, l’episodio più grave di tutti che le ha cagionato uno squarcio e che ha rischiato di compromettere irrimediabilmente la sua funzionalità è completamente chiuso allo sguardo di tutti, di chi non sa.
    Saranno trascorsi 15 anni, non posso ricordare bene, la tenevo con me intento a suonarla. All’epoca era color cherry, lucida; ho come l’impressione di star parlando di un’altra chitarra, eppure avevo lei tra le mani quando poggiandola sul reggi chitarra mi illusi di averla assicurata. La lasciai in un bilico calcolato, ripetendo un gesto no look che mi è capitato di compiere migliaia di volte. Peccato che quel giorno decise di non adagiarsi lentamente di sbieco sulla schiena del reggi chitarra, ma di cadere in avanti rovinosamente sbattendo il musetto contro il pavimento. La mia attenzione fu richiamata da un botto sinistro riverberato dal suono delle corde a vuoto che dissonanti, da subito, non mi lasciarono presagire nulla di buono. Frazioni di secondo, il tempo di raccoglierla da terra e realizzare che all’altezza del primo tasto, sul retro del manico, una frattura quasi netta l’aveva di fatto spaccata in due.
    Impiegai mesi per rimetterla apposto. Decisi che era giusto farlo da solo.
    Colsi l’occasione anche di cambiarle colore, passando ad un nero satinato con finitura trasparente.
    Da allora ho come la convinzione che vibri di più, che risuoni meglio.
    Credo di aver fatto un discreto lavoro da provetto liutaio.
    Ora è ridotta un po’ coszij, con botte, scorticature, segni, abrasioni, parti consumate e lacerazioni che la rendono unica, però un tempo vi garantisco che era perfetta.
    La mia diavoletto è la sommatoria di tutte le ferite di cui il suo corpo e la sua anima sono ricoperte. E non importa se da quell’episodio non c’è stata una sola volta in cui suonandola io non abbia avuto il timore che quella riparazione mi si potesse sfaldare tra le mani costringendomi a rivivere quella scena.
    Lei è la mia Gibson SG standard, ed io, la amo così.
  • Lei è la mia Gibson SG standard.
Quante ferite le ho procurato nel tempo.
Procurato. 
Manco me l’avesse chiesto lei di portare addosso tutti questi segni visibili causati dalla mia maldestra noncuranza.
Tuttavia, l’episodio più grave di tutti che le ha cagionato uno squarcio e che ha rischiato di compromettere irrimediabilmente la sua funzionalità è completamente chiuso allo sguardo di tutti, di chi non sa. 
Saranno trascorsi 15 anni, non posso ricordare bene, la tenevo con me intento a suonarla. All’epoca era color cherry, lucida; ho come l’impressione di star parlando di un’altra chitarra, eppure avevo lei tra le mani quando poggiandola sul reggi chitarra mi illusi di averla assicurata. La lasciai in un bilico calcolato, ripetendo un gesto no look che mi è capitato di compiere migliaia di volte. Peccato che quel giorno decise di non adagiarsi lentamente di sbieco sulla schiena del reggi chitarra, ma di cadere in avanti rovinosamente sbattendo il musetto contro il pavimento. La mia attenzione fu richiamata da un botto sinistro riverberato dal suono delle corde a vuoto che dissonanti, da subito, non mi lasciarono presagire nulla di buono. Frazioni di secondo, il tempo di raccoglierla da terra e realizzare che all’altezza del primo tasto, sul retro del manico, una frattura quasi netta l’aveva di fatto spaccata in due.
Impiegai mesi per rimetterla apposto. Decisi che era giusto farlo da solo.
Colsi l’occasione anche di cambiarle colore, passando ad un nero satinato con finitura trasparente. 
Da allora ho come la convinzione che vibri di più, che risuoni meglio. 
Credo di aver fatto un discreto lavoro da provetto liutaio. 
Ora è ridotta un po’ coszij, con botte, scorticature, segni, abrasioni, parti consumate e lacerazioni che la rendono unica, però un tempo vi garantisco che era perfetta.
La mia diavoletto è la sommatoria di tutte le ferite di cui il suo corpo e la sua anima sono ricoperte. E non importa se da quell’episodio non c’è stata una sola volta in cui suonandola io non abbia avuto il timore che quella riparazione mi si potesse sfaldare tra le mani costringendomi a rivivere quella scena.
Lei è la mia Gibson SG standard, ed io, la amo così.
  •  3  1 1 minute ago
  • A game changer!
    Changing the way to track guitars:
    Tube Head -> Reactive Load -> Impulse Responses
  • A game changer! 
Changing the way to track guitars:
Tube Head -> Reactive Load -> Impulse Responses
  •  1  1 2 minutes ago
  • Charlie does not look at all impressed by the kit falling apart....
  • Charlie does not look at all impressed by the kit falling apart....
  •  2  1 2 minutes ago
  • Growing up together, now we take a break to look at the yesterday~
  • Growing up together, now we take a break to look at the yesterday~
  •  4  1 3 minutes ago
  • Era il vento che soffiava più forte,
    Il momento di giocarmela a sorte.
  • Era il vento che soffiava più forte,
Il momento di giocarmela a sorte.
  •  29  1 5 minutes ago